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Carbone dalle noci di cocco

In Cambogia quasi il 90% della popolazione fa affidamento sui rifiuti organici e sul carbone di legna per la maggior parte dei propri bisogni energetici.

15-09-2013

Carbone dalle noci di cocco

In Cambogia quasi il 90% della popolazione fa affidamento sui rifiuti organici e sul carbone di legna (carbonella) per la maggior parte dei propri bisogni energetici: cottura dei cibi, riscaldamento, attività artigianali eccetera.

Il consumo di carbonella, pur necessario, risulta però altamente dannoso per l'ambiente dato che gran parte di questa fonte energetica viene ricava dal legno tagliato illegalmente a discapito dei boschi presenti sul territorio; centinaia di tonnellate di legno frutto di disboscamento illegale arrivano a Phnom Penh ogni giorno provocando una deforestazione che interessa migliaia di ettari ogni anno.

Il combustibile, inoltre, costituisce la seconda fonte di inquinamento urbano (dopo il traffico) ed una delle principali cause di malattia a causa dei fumi rilasciati dai focolari direttamente nelle abitazioni.

Per affrontare il problema la Sustainable Green Fuel Enterprise (SGFE, azienda fondata da una Ong nel 2008) ha sviluppato una brillante soluzione "ecofriendly" per il consumo di combustibile nel Paese.

Grazie all'innovazione introdotta da un imprenditore romano, la società produce oggi circa 15 tonnellate al mese di carbonella derivata dal trattamento dei rifiuti organici, principalmente costituiti da gusci di noci di cocco con l'aggiunta di scarti di lavorazione del riso.

Con 1kg di carbonella SGFE, la cui forma tubolare fornisce migliori proprietà di riscaldamento rispetto al carbone tradizionale, si possono sostituire 1,1 kg di carbone da legname naturale, per la cui produzione sono necessari 6,6 kg di legno vergine.

Si ha così un rilevante risparmio di legno che contribuisce ad attenuare la pressione sulle foreste e sulle risorse naturali in un Paese con uno dei tassi di deforestazione più alti al mondo e con "santuari mondiali" di biodiversità gravemente minacciati.

La raccolta dei gusci provenienti dai mercati cambogiani, inoltre, non solo contribuisce ad alleviare la povertà del Paese creando un'economia di fornitori locali che vendono direttamente all’impresa ma consente anche di utilizzare al meglio le grandi quantità di rifiuti organici disponibili.

Il che, tra l'altro, consente anche di ridurre la quantità delle emissioni di metano (un gas ad elevato effetto serra) derivanti dalla decomposizione a cielo aperto della biomassa e di migliorare la gestione dei rifiuti urbani.